Web Landscape Photography

Libreria Feltrinelli

a cura di Aldo Gerbino

Palermo 6 aprile – 3 giugno 2012

Comunicato Stampa

Dall’alto emerge sempre un prodigio nuovo, una sorta di sensazione solitaria edulcorata dalla fantasia, come un abbaglio, un raccordo silente e baluginante. Ciò che sottolineava su ‘prodigio’ e ‘distanza’ l’anarca scrittore Ernst Jünger si affaccia, quasi per incanto, sulle visioni post-telematiche di Max Serradifalco, in una congerie di moderna, o meglio postmoderna, aeroimmagine dallo smalto pittorico e in cui ogni cosa sembra purificarsi, annientarsi nell’essenzialità dell’oggetto naturale, d’una geografia e geologia portate direttamente alla pupilla, al cuore.
Tale produzione, espunta e mostrata dalle ‘Google maps’, come in una post-produzione creativa, si codifica, con Max, nella volontà di servirsi d’immagini già confezionate, per ri-crearle attraverso una postazione ideale, personalizzata, e in cui possa essere trasportato il segno di quella sensibilità per l’oggetto naturale alimentata nel vasto scenario dell’archivio dei prodotti visivi offerti dal network. E, soprattutto, sollecitare la creazione di link conoscitivi con altre confezioni visive che la tecnologia ci pone quotidianamente sul piatto dell’osservazione. Così scienza e natura possono trovare, ancora una volta, attraverso varie tipologie di accostamento, un loro ulteriore significato, un arricchimento semantico sul piano della lettura percettiva.
La ‘cattura’ fotografica di Serradifalco, grafico e fotografo naturalista, traccia, allora, nel suo ri-cercare e ri-creare, nell’accostare il fascino delle ‘maps’ attraverso la navigazione telematica, il suo progetto della terra, per una geologia aperta, non soltanto al discorso ecologista, ma anche al raffronto estetico. Raccordi possono allacciarsi con tanta cultura dell’aeropittura o alle immagini poste, sin dalla fine degli anni Sessanta, da Anna Sanesi, e da quell’incontro con una sorta di cartografia terrestre aperta contemporaneamente alla precisione satellitare e alla fantasia interpretativa. Possibilità ancora di ricollegarsi alla ‘land art’ raccolta, qui, sul piano figurativo, compositivo, per manifestarsi attraverso modelli fotografici e vividi cromatismi.
In tal modo questa ‘web landscape photography’ di Max Serradifalco sembra dilatare gli spazi terrestri in una policromia di suggestioni visive le quali prendono maggiore sostanza dalla stampa del materiale catturato dal web. È la nuova ‘posizione’ a configurare la ri-creata prospettiva di fruizione: dalla monocromia argillosa del deserto del Sahara (Algeria) ai rilievi informali del Glen Canyon dello Utah; dalla dendritica pastosità himalaiana all’astratta eleganza formale del Bayern tedesco. Il tutto per una empatia della visione, per la restituzione, attraverso il web, di quella attualità sentimentale volta alla cattura spirituale della natura: un occhio nuovo, per un’anima antica.