La Prima Collettiva d’Arte Fotografica Satellitare

 

Quando il 7 dicembre 1972 l’equipaggio dell’Apollo 17 scattò la famosa fotografia della Terra illuminata dal sole a una distanza di circa 45.000 km, l’immaginario collettivo della nostra Terra sarebbe cambiato totalmente. La visione della Terra dallo Spazio, della cosiddetta “biglia blu” (blue marble), ha da allora arricchito la stessa percezione e conoscenza della realtà. Pensiamo all’utilità delle piattaforme di Google Earth, Google Maps, Google Street quali estensioni dell’immaginazione che a partire dal 2004 ci permettono di muoverci virtualmente, orientarci e agire nello spazio quotidiano.
Eppure, l’importanza dei satelliti non è solo relegata all’ambito scientifico e strumentale. I satelliti sono anche divenuti dei preziosi media che ispirano l’immaginazione artistica. La visione satellitare ci mette di fronte al fatto che la Terra non è solo un bene prezioso da salvaguardare ma anche una meraviglia da ammirare. Questa avanguardistica prospettiva ha permesso a diversi artisti di sperimentare molteplici visioni creative che hanno dato vita all’innovativa espressione dell’Arte Fotografica Satellitare. Nel 2011, a seguito di una personale intuizione, ho iniziato a realizzare le mie prime opere, mentre nel 2013 ho cominciato a pensare all’idea di riunire un gruppo di artisti che come me, in diversi luoghi del mondo, stavano sperimentando la tecnica della fotografia satellitare e ho così iniziato le mie ricerche. Nel 2015 ho contattato per la prima volta David Thomas Smith e ci siamo incontrati presso
la Fondazione Mondo digitale di Roma e in quell’occasione abbiamo presentato i nostri lavori al Presidente EMEA di Google. Successivamente ho contattato Jenny Odell, Federico Winer, Carloalberto Treccani e Stephen Lund. Dopo anni di ricerca e lavoro, è una grande soddisfazione presentare oggi, insieme alla preziosa collaborazione del curatore Maurizio Marco Tozzi, presso la Galleria LABottega di Marina di Pietrasanta, la prima mostra collettiva d’Arte Fotografica Satellitare. Si tratta di un’esposizione internazionale che vede riuniti i massimi esponenti della nuova corrente con stili differenti e peculiari: dalle immagini speculari di Smith ai collage di Odell, dagli alfabeti di Treccani alle alterazioni cromatiche di Winer, dalle figure realizzate attraverso i bike itinerary di Lund alle apofenie del paesaggio che caratterizzano la mia opera.
Le visioni artistiche qui proposte, benché siano tutte accomunate dalla stessa tecnica, sono eterogenee e danno vita a modi particolari ed unici di osservazione e raffigurazione del paesaggio attraverso il medium satellitare. I nostri lavori invitano alla riflessione sulla reale necessità di riconsiderare il nostro approccio alla terra e di mostrare la bellezza del nostro pianeta che è già arte.
Con questa mostra collettiva viene scritta ufficialmente la prima pagina del gruppo d’Arte Fotografico Satellitare.

Max Serradifalco – Palermo, 15 febbraio 2017