Intervista per il settimanale cinese Southern Weekly

 

1. Come ha fatto a venirti l’idea di utilizzare Google Map nelle tue opere d’arte?
Era il 2011, facevo il grafico pubblicitario. Già da 4 anni, con la mia reflex digitale mi dedicavo con passione alla fotografia paesaggistica. Ricordo che in 3 mesi rimasi affascinato da una idea: compiere viaggi virtuali tramite internet e le mappe satellitari, restando un vero fotografo della natura, cioè non apportando alle immagini scattate alcuna modifica digitale.

2. Google Map contiene un vasto archivio di contenuti visivi. Quando provi a creare un’opera d’arte, come fai la selezione di immagini da Google Earth?
Ovviamente il canale maps di Google ci presenta la Terra nella sua interezza, il fotogramma lo decido io. Un po’ seguendo la filosofia del grande fotografo del Novecento Henri Cartier-Bresson che consigliava di “porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore”, anche se io non utilizzo più una macchina fotografica.

3. Su domanda 2, più specificamente, mentre sono state fatte le opere di bandiere dei Paesi, cosa ti ha fatto credere che le immagini selezionate da Google potrebbe essere buono per una certa bandiera? Erano le caratteristiche principali della relativa nazione anche in considerazione mentre ri-costruivi la sua bandiera da immagini della terra?
Considero le caratteristiche fisiche di una nazione un modo per iniziare a creare anche se poi non è l’unico. Le questioni storiche, economiche e politiche,  in breve attuali, del mondo sono fattori anch’essi determinanti per me ai fini della creazione artistica.

4. E’ interessante avere immagini da diversi punti del mondo sulla stessa opera d’arte. Volete introdurre un po ‘di più le idee alla base in questo modo? Ciò che li rende collegato sullo stesso piano?
In ogni mia opera c’è un’alchimia grafica e cromatica che difficilmente si può spiegare a parole, sarebbe più facile analizzare il mio percorso di vita, la crescita spirituale che da sempre mi accompagna, il forte desiderio di vivere in un mondo in armonia con la natura. Utilizzo i colori della Terra tramite maps come un pittore userebbe i colori dalla sua tavolozza! Nelle mie opere la conformazione naturale della terra può anche richiamare alla mente di chi osserva altre forme. Le mie opere, sono immagini che possono contenere altre visioni. Sono creative esse stesse.

5. Mentre ho visto le tue opere di bandiere dei Paesi, ho visto che hai sempre usato le immagini di Google Earth di altri paesi. Per esempio, la fotografia satellitare di Islanda, Siria e Australia sono usati per fare la bandiera del Belgio. La bandiera della Germania è composta da immagini provenienti da Italia, Stati Uniti d’America, Kazakistan. Quali tipi di concetti vorresti fornire?
C’è una potenza narrativa in ognuna delle mie bandiere satellitari. Quella del Belgio ad esempio l’ho realizzata la mattina degli attentati terroristici a Bruxelles del 22 marzo 2016… questi tragici eventi mi hanno influenzato, così ho deciso di raccontarli nella mia opera. Quella del Brasile, che al primo sguardo induce lo spettatore a pensare all’Amazzonia, raffigura invece la foresta indonesiana, anch’essa gravemente minacciata dall’uomo… uso sempre terre di altri luoghi per reinterpretare la bandiera di una nazione. Il blu dell’Unione Europea che raffigura quasi interamente l’oceano Atlantico da est ad ovest a simboleggiare la grande alleanza tra Europa e America. Quella degli USA, dove il blu non è altro che lo specchio di mar Mediterraneo tra la Libia e l’Italia… fronte per migliaia di profughi che decidono di attraversarlo per scappare da conflitti in parte voluti e gestiti da governi occidentali. In fine quella della Pace, che raccoglie davvero tutti i colori da ogni angolo della Terra con l’augurio di una vera comunione tra i popoli!

6. Nel mondo di oggi, molti paesi e sindacati sono stati suddivisi (vale a dire l’evento Brexit del Regno Unito), e molte nazioni sono isolate. Tu vuoi usare il tuo lavoro di bandiere dei Paesi per richiamare una certa attenzione di unificazione?
No, non cerco di unire i Paesi, anche se i confini sono arbitrari, creati politicamente dagli uomini. Nel descrivere il mio progetto All Colors of the World ho detto “Immaginiamo un mondo dove un uomo è considerato abitante della Terra prima ancora di essere cittadino di una nazione. Un mondo dove siamo tutti fratelli nel condividere la diversità, la gioia, i colori e l’energia della vita.”

7. Dopo aver eliminato i confini del tempo e dello spazio nelle tue opere d’arte, qual è il messaggio più importante che vuoi consegnare? E quei messaggi si collegano tutti a dei fattori di geografia, ambiente, geologia o turismo?
Credo che le nuove tecnologie ci porteranno sempre più ad interagire con la realtà virtuale. Il messaggio più importante che vorrei consegnare è quello di riscoprire la bellezza naturale, ancestrale, della Terra nella modernità del XXI secolo. Il progresso non può essere accompagnato da una lenta e inesorabile autodistruzione! Abbiamo un nuovo mondo da inventare e una grande sfida ecologica da affrontare!

8. In questi giorni, le persone criticano il modo di imitare la natura e l’arte by tecnologie. Sembra che il tuo modo sia quello di fare arte by natura, mentre le tecnologie sono solo il ponte. Cosa pensi di questo punto? Saranno le tue opere a cambiare il modo in cui gli esseri umani interagiscono con la natura?
Considero la Terra la più straordinaria opera d’arte mai realizzata. Perché mi piace definire la mia arte come un ponte che collega il Novecento a l’era digitale? Io sono un fotografo nato alla fine degli anni ’70, e negli anni in cui sono nato e cresciuto c’è stata una grande proliferazione di progressi tecnologici (incessante sino ad oggi), che mi ha accompagnato nel mio percorso. Oggi ho la maturità per analizzare le cose dal mio punto di vista. Da quando abbiamo iniziato ad osservare la Terra con i satelliti, la percezione che abbiamo di essa sta cambiando, come anche la nostra creatività e la forza di immaginare. Sarei molto felice se le mie opere d’arte contribuissero a risvegliare le coscienze degli uomini sui temi ambientali… è la mia vera missione! Le immagini, esprimendo già intrinsecamente parole e idee, se hanno valore etico reale allora si trasformano in azione. Le mie opere offrono, oltre che la bellezza, una dimensione della terra che è quella più semplice, più leggera. Primigenia. Quella dove non ci sono tracce di inquinamento né di ogni genere di sopruso ambientale. Se quest’azione estetica verrà compresa allora le trasformazioni in positivo avverranno. Magari a lungo termine, ma è giusto creare e agire per una terra migliore.

9. Il mondo sta cambiando nel corso del tempo. In futuro, si pensi di aggiornare le tue opere dalle immagini aggiornate da Google Earth?
No, tutte le fotografie, così come i reportage resteranno invariati, ogni mia opera è stampata con le migliori tecniche museali fine art in una tiratura ad edizione limitata di 9 copie in un unico grande formato.

10. Attraverso il vostro rivoluzionario modo di creare opere d’arte, ho il forte senso di rispetto per la natura. Pensi che la tua opera d’arte sta per chiamare la gente fino ad eliminare l’indifferenza, e prestare maggiore attenzione alla nostra natura? Come pensi che le tue opere possono raggiungere questo obiettivo?
Si, ci credo e sta accadendo ovunque le mie opere vengano divulgate ed esposte al pubblico in musei o gallerie d’arte. Ho ancora molti obiettivi da raggiungere, ma le idee e la voglia di sperimentare non mi mancano. Penso di essere sulla strada giusta quando osservo la meraviglia sui volti del pubblico che viene a visitare le mie mostre, che sia un bambino o un attore di Hollywood. Penso che la natura non smetterà mai di stupirci.

11. Ho la netta sensazione che le tue opere mostrano alcune istruzioni ai fantastici angoli del globo. In una stessa immagine (cioè una bandiera nazionale), immagini satellitari su più sedi possono esistere simultaneamente. Pensi che sono connessi? Come fanno le persone a trovare i collegamenti se ne stanno andando a fare loro visita?
Le bandiere satellitari del progetto All Colors of the World sono il risultato di un anno di ricerca interiore ed estetico-artistica sul tema del “viaggio della vita sulla Terra” e dei popoli che in essa vi abitano. La connessione è concettuale, l’identità di un Paese, attraverso il suo vessillo (la bandiera), viene ricomposta dal resto del mondo.

12. Se i tuoi fan vogliono visitare i luoghi come toccati nelle tue opere d’arte, qual è il tuo consiglio per loro? Dove iniziare? E come per semplificare i luoghi?
Potrei dare loro le coordinate satellitari del luogo.

13. Qual è il tuo piano nel prossimo step?
Un progetto espositivo internazionale di Arte Satellitare. Inoltre, vorrei simbolicamente donare ad ogni nazione la propria bandiera, stampata in tessuto, affinché possano essere adottate come “versione Terra” oltre a quella ufficiale.

Intervista pubblicata su Southern Weekly in data 24 novembre 2016